INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO: UNA SOLUZIONE TECNOLOGICA PER CONTRASTARLO – ZONA BLU
Questa sotto una trasmissione, mandata in onda dal network televisivo ByoBlu ,nella quale l’ Ing. Antonio Bettini fa comprendere quale sia stato il passato operativo del fondatore di questo Centro nel settore elettronico della Olivetti di Ivrea, su quali basi funzionano i dispositivi da noi prodotti e quali siano state alcune delle tante prove scientifiche in “cieco” sinora svolte attestanti il loro buon funzionamento, mentre invece il medico biofisico Dott, Marco Morelli spiega quali siano i molti effetti alteranti causati ai sistemi biologici dall’inquinamento elettromagnetico e come contrastarli con i dispositivi da noi prodotti
L’inquinamento elettromagnetico: un nemico invisibile che ci circonda e contro cui dobbiamo difenderci. In questa puntata di Zona Blu, Irene Colombo intervista Antonio Bettini di Purity Biofrequency distributore ufficiale dei dispositivi L.A.M. e Marco Morelli, medico biofisico.
In quale modo l’inquinamento elettromagnetico interferisce con le nostre cellule? La pericolosità è emersa da diversi studi perché le frequenze in cui operano i cellulari si sovrappongono, in parte, alle frequenze fisiologiche provocando interferenze di disturbo. Le onde millimetriche dei 5G producono frequenze ancora più elevate e quindi ancora più dannose.
“I campi elettromagnetici si attivano in presenza anche dell’inquinamento ambientale. Questo avviene perché le microparticelle di metallo che entrano nel nostro corpo diventano antenne e amplificano il danno” spiega il dottor Morelli.
Non a caso, negli ultimi anni patologie poco note come la fibromialgia e la sindrome da affaticamento cronico sono state correlate ad alterazioni di aree cerebrali dovute anche all’inquinamento elettromagnetico.
Come contrastare l’inquinamento elettromagnetico con la polarità inversa
E quali sono le soluzioni per contrastare questo inquinamento? “I biomagneti a silicio L.A.M. sfruttano il principio fisico secondo cui due segnali di uguale frequenza ma di polarità inversa si annullano a vicenda. I segnali disturbanti sono stati campionati e vengono antagonizzati dinamicamente da queste frequenze. I primi dispositivi sono stati prodotti alla fine degli anni ’90 e vengono continuamente migliorati per contrastare oggi il 5G e domani il protocollo 6G” dice Bettini.
Una tecnologia che nasce da un’intuizione di Luciano Agostino Mion tecnico della Olivetti di Ivrea.
